Rimanere in contatto con sé nell’esperienza del carcinoma mammario

Ritrovare stabilità emotiva dentro il cambiamento della malattia

Ecco come riuscire a stare dentro ciò che stai vivendo senza esserne travolta, in modo da sentirti più stabile, orientata e meno sola dentro quello che provi, con un percorso di 10 incontri strutturati, anche nei momenti in cui tutto sembra difficile da sostenere.

Perché un percorso come questo?

Affrontare un carcinoma mammario non è solo un’esperienza medica.

È un groviglio di pensieri, emozioni e sensazioni.

Non lo vedi, ma lo senti: nella mente che non si ferma, nel corpo in tensione, nell’incertezza che occupa spazio.

È qualcosa che coinvolge profondamente anche ciò che accade dentro di te.

Questo percorso consente di imparare a stare dentro ciò che vivi in modo diverso.

Ci sono momenti in cui:

- la mente è piena di pensieri che tornano continuamente

- la paura e l’incertezza occupano molto spazio

- le emozioni diventano intense e difficili da gestire

- il corpo cambia e può diventare difficile sentirlo come “tuo”

- fai fatica a trovare parole per spiegare ciò che stai vivendo

A volte puoi sentirti disorientata.

Altre volte in controllo.

Altre ancora bloccata.

E tutto questo può creare una sensazione interna difficile da comprendere e da gestire da sola.

Non perché stai sbagliando.

Ma perché nessuno ti ha insegnato come stare dentro a tutto questo.

Questo percorso nasce proprio qui.

Per aiutarti a comprendere cosa sta succedendo dentro di te, per offrirti strumenti concreti per affrontarlo, per accompagnarti a ritrovare maggiore stabilità e orientamento.

Non si tratta di eliminare ciò che provi.

Si tratta di imparare, passo dopo passo, a stare dentro ciò che vivi in modo diverso.

A chi è rivolto?

Stai affrontando o hai affrontato un carcinoma mammario

Ti accorgi che la tua mente è spesso affollata di pensieri ricorrenti difficili da fermare

Fai fatica a gestire ansia, paura o incertezza

Vorresti sentirti più stabile ma non sai da dove iniziare

Desideri sentirti più orientata, più presente e meno sola dentro quello che provi

Cosa otterrai da questo percorso?

Durante questo percorso inizierai a costruire un modo diverso di stare dentro ciò che vivi.

Potrai:

diventare più consapevole dei tuoi stati interni

comprendere meglio il funzionamento di emozioni e pensieri

gestire con maggiore stabilità i momenti di ansia e paura

sviluppare una relazione più gentile con te stessa

creare strumenti concreti da utilizzare nella tua quotidianità

ritrovare un senso di orientamento nelle decisioni e nella vita di tutti i giorni

Questi strumenti possono essere utilizzati e adattati nelle diverse situazioni della tua vita,

accompagnandoti anche oltre il percorso e al di fuori del contesto della malattia.

Non tutto diventa semplice. Ma cambia il modo in cui ti relazioni a ciò che accade.

Come funziona il percorso

Il percorso è strutturato in fasi progressive che ti accompagnano passo dopo passo.

All’inizio si crea uno spazio di sicurezza, in cui poter rallentare e iniziare ad ascoltarsi.

Poi si entra nella comprensione:

di ciò che accade dentro di te, di come funzionano ansia, pensieri ed emozioni.

Da qui si costruiscono strumenti concreti:

per regolare il corpo,

per osservare i pensieri senza restarne intrappolata,

per affrontare i momenti difficili con maggiore stabilità.

Infine, ciò che impari viene portato nella tua quotidianità, in modo graduale e sostenibile.

Il lavoro che faremo insieme

Durante il percorso lavoreremo attraverso:

· pratiche di consapevolezza mindfulness

· psicoeducazione

· esercizi corporei (respiro, grounding, body scan)

· strumenti per osservare e gestire i pensieri

· tecniche per interrompere le reazioni automatiche

· visualizzazioni guidate

· costruzione di strategie personalizzate per i momenti difficili

Ogni incontro è pensato per offrirti:

· una maggiore comprensione

· un’esperienza diretta

· strumenti da portare nella tua vita quotidiana

Il lavoro continua anche tra un incontro e l’altro, attraverso piccoli esercizi e momenti di osservazione nella vita reale.

Un primo passo per prenderti cura di te

Un percorso per accompagnarti dentro ciò che stai vivendo

Dieci incontri strutturati per aiutarti a comprendere meglio ciò che accade dentro di te e sviluppare strumenti concreti per affrontare ansia, paura e incertezza con maggiore stabilità.

Grazia Dragano

Aiuto donne con carcinoma mammario che si trovano a fare i conti con qualcosa che stravolge tutto a ritrovare stabilità, continuità e contatto con se stesse, anche dentro un’esperienza che sembra spezzare ogni equilibrio.

Indirizzi e contatti

Post recenti

Adulto e bambino camminano sotto la pioggia con un ombrello, immersi in un’atmosfera scura e sfocata che richiama vulnerabilità, protezione e attraversamento condiviso di un momento difficile.

“La mamma è malata”: parole possibili da dire ai propri figli, in uno dei momenti più difficili

May 27, 20264 min read

Quando in una famiglia arriva una malattia, non cambia solo la vita di chi riceve la diagnosi.
Cambia l’intero equilibrio.

La famiglia è un sistema vivo: ogni cambiamento in uno dei suoi membri — soprattutto quando riguarda una figura di riferimento come la madre — si riflette inevitabilmente sugli altri.

I bambini, in particolare, sono molto sensibili a questi movimenti.
Anche quando non viene detto nulla, percepiscono tensioni, silenzi, cambiamenti nei ritmi quotidiani, nelle emozioni, nei comportamenti.

E quando non ricevono spiegazioni, provano a costruirsele da soli.

È un processo naturale: i bambini cercano sempre di dare un senso a ciò che accade intorno a loro.
Il problema è che, senza parole chiare, le loro interpretazioni possono diventare più spaventose della realtà.

Per questo, anche se difficile, dire la verità — con parole adatte alla loro età — è un gesto profondamente protettivo.

Ed è proprio qui che, per molte donne che affrontano un carcinoma mammario, emerge uno dei passaggi più delicati.

Non riguarda solo la malattia in sé, ma il modo di portarla dentro la relazione con i propri figli.

“Come glielo dico?”
“Li farò soffrire?”
“E se non sono pronta a reggere le loro reazioni?”

Sono domande profonde, cariche di amore e di paura.
Domande che nascono dal desiderio di proteggere, anche quando dentro si sta attraversando qualcosa di molto difficile.

E non esiste una risposta perfetta.

Ma da un punto di vista psicologico, una cosa è importante tenerla a mente:
il silenzio non protegge davvero.

Non servono parole perfette, ma una relazione che tiene

Uno dei timori più frequenti è quello di “dire la cosa sbagliata”.

Ma nella relazione con i figli, ciò che ha più valore non è la perfezione delle parole,
bensì la qualità della connessione.

Dal punto di vista psicologico e relazionale, il senso di sicurezza non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dalla possibilità di attraversarle all’interno di un legame che resta.

Anche una frase semplice come:
“La mamma è malata e deve curarsi”
può essere sufficiente per iniziare.

Non è solo una comunicazione.
È un modo per mantenere il contatto, anche dentro qualcosa che spaventa.

I bambini non hanno bisogno di spiegazioni perfette. Hanno bisogno di sentire che possono fidarsi e che non sono esclusi da ciò che sta accadendo nel loro mondo.

All’interno di questa relazione, ci sono alcune cose che è importante poter dire, anche se fanno paura.

È importante chiarire che:

  • non è colpa loro
    I bambini, soprattutto i più piccoli, utilizzano il cosiddetto
    pensiero magico, attribuendo a sé stessi la causa degli eventi.

  • non saranno soli
    Anche se la malattia porterà cambiamenti nella presenza e nelle energie della madre, la relazione non si interrompe.

  • ci saranno dei cambiamenti, e verranno spiegati
    Prepararli aiuta a ridurre l’impatto emotivo di ciò che vedranno.

  • possono fare domande
    Il dialogo aperto permette loro di costruire significato.

  • le emozioni sono legittime
    Paura, rabbia, tristezza: tutto può trovare uno spazio.

Parlare, in questo senso, non è un evento unico.
È un processo relazionale continuo.

È fatto di parole che arrivano un po’ alla volta, di silenzi condivisi, di domande che emergono nel tempo.

Le ricerche mostrano che quando i figli vengono coinvolti in modo chiaro e rispettoso, i loro livelli di ansia tendono a ridursi.

Questo accade perché possono finalmente dare un significato a ciò che percepiscono, senza dover riempire i vuoti con la fantasia.

E, soprattutto, perché possono restare in relazione, anche dentro una fase di grande instabilità.

Non si tratta di eliminare il dolore.
Ma di non viverlo in isolamento.

Se non sai da dove iniziare, puoi partire da qualcosa di semplice e autentico:

“C’è una cosa importante che voglio dirti.
Non è facile per me, ma voglio che tu lo sappia da me.”

Non è necessario dire tutto subito.
È più importante aprire uno spazio, che potrà essere abitato nel tempo.

Quando non hai tutte le parole: piccoli strumenti che possono aiutare

Ci sono momenti in cui trovare le parole giuste può sembrare impossibile.

La fatica, la paura, l’emozione possono rendere difficile anche iniziare.

In questi casi, può essere utile affiancarsi a strumenti semplici, che permettono di comunicare in modo più indiretto, ma non meno efficace.

Le favole, ad esempio, rappresentano un supporto prezioso. Attraverso immagini, simboli e metafore, aiutano i bambini ad avvicinarsi a temi complessi, rendendo ciò che spaventa più comprensibile e meno travolgente.

Alcuni racconti pensati proprio per queste situazioni sono:

  • La principessa e il mostriciattolo

  • Il giardino magico

  • Storia di una cellula impazzita

Non è necessario spiegare tutto nei dettagli.
A volte, condividere una storia insieme può già aprire uno spazio di dialogo.

E se senti che questo passaggio è troppo complesso da affrontare da sola, può essere utile trovare uno spazio in cui poter pensare insieme a come comunicare, rispettando i tuoi tempi e quelli dei tuoi bambini.

A volte, anche solo condividere questo dubbio con qualcuno, può rendere il primo passo un po’ più leggero.

Back to Blog

Grazia Dragano – Psicologo/a
Professionista iscritto all'Albo degli Psicologi della Regione Sardegna n. 2972
P.IVA 01486930918

Privacy Policy - Cookie Policy

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono in alcun modo un percorso psicologico o psicoterapeutico. Le prestazioni sono svolte nel rispetto del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.

© 2026 Grazia Dragano – Tutti i diritti riservati.
Sito realizzato da
Forepsy srl